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3 libri che abbiamo letto a marzo4 min read

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Letture per orientarsi in questo deja vu.

Rieccoci qui, stessa spiaggia e stesso mare a leggere in balcone per prendere i primi scampoli di sole primaverile. In questi giorni ci confondiamo un po’ tra 2020 e 2021, ma per fortuna a tenere il conto ci pensa la nostra newsletter settimanalie con cui ci orientiamo cronologicamente sul calendario e che qualche giorno fa ha compiuto un anno, auguri Dylarama evviva!

Bene, per quanto riguarda le letture di questo mese, troverete tre consigli molto diversi tra loro, l’unica cosa che hanno in comune è che ci sono piaciuti tanto, ma questo va da sé, altrimenti non staremmo qui a consigliarveli, quindi bando alle ciance e vediamo quali sono.

Il Dio che danza,
Paolo Pecere
(Nottetempo)

Questa raccolta di saggi è altamente pericolosa perché, se da una parte allevia per qualche giorno la brama di sudore, notte fonda, fischi nelle orecchie e beatitudine, dall’altra può trascinare in un baratro di desiderio e accentuare la costrizione del periodo in maniera quasi insopportabile. Questo perché Paolo Pecere ci guida lungo viaggi intercontinentali e luoghi che sarebbero stati più o meno raggiungibili prenotando un volo online, nella vita precedente. Questi luoghi tracciano un itinerario scandito dalla danza e dalla musica attraverso i secoli, raccontando storie in cui i corpi umani sono in ostaggio della trance estatica.

Atlante di botanica profumata,
Jean-Claude Ellena
(L’Ippocampo)

Anche in questo caso si tratta di viaggiare da fermi, stavolta però a guidarci sono i profumi e le fragranze. Accompagnati dalle bellissime illustrazioni Karin Doering-Froger, il creatore di profumi e naso sopraffino Jean-Claude Ellena, scandisce un percorso geografico, botanico e antropologico super interessante e coinvolgente, soprattutto per degli inesperti come noi, che siamo stati ogni pagina a bocca aperta nello scoprire quante meraviglie si celino dietro alle cose che diamo più per scontate.

Bella di papà,
Katherine Angel
(Blackie)

Concludiamo con questo saggio tradotto da Veronica Raimo e Alice Spano, che analizza la figura del padre e le sue implicazioni in una serie di prodotti culturali di matrice angloamericana, a partire dalla rappresentazione classica del rapporto padre-figlia. L’autrice costruisce una tesi attraverso la quale mostra come i sentimenti di possesso e gelosia, assieme alle altre brutture del rapporto uomo-donna possano avere un’origine domestica.