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3 libri che abbiamo letto a settembre3 min read

Sarà che settembre inevitabilmente ci ricorda il ritorno a scuola, ma, contro ogni previsione, è stato un mese di letture all’insegna della matematica, della scienza e della fisica quantistica, dei veri e propri spauracchi di quando eravamo adolescenti. Per fortuna che non c’è nessuna interrogazione all’orizzonte.

Helgoland,
Carlo Rovelli
(Adelphi)

Complice una copertina bellissima – d’altra parte siamo grafici, giudichiamo un libro anche da questo – e l’ambientazione nordeuropea, che rappresenta un debole per buona parte del nostro studio, ci siamo avventurati a cuore aperto nel nuovo libro di Carlo Rovelli, che già ci aveva introdotto alla materia con Sette brevi lezioni di fisica qualche anno fa. Questa volta la lezione parte dal 1925, con Werner Heisenberg e l’inizio della rivoluzione della fisica quantistica, una teoria oggettivamente complessa e in buona parte misteriosa, che in questo saggio, grazie alla scrittura accessibile e puntuale di Rovelli, diventa avvincente, affascinante e accessibile anche ai profani. Di recente sono usciti altri due saggi per approfondire ulteriormente, e sono Quanti, la straordinaria storia della meccanica quantistica di Pietro Greco e Quanti di Terry Rudolph.
Visto che ci siamo, segnaliamo anche il bel pamphlet di Chiara Valerio, La matematica è politica.

La pianta del mondo,
Stefano Mancuso
(Laterza)

Se non siete nuovi da queste parti o se siete già iscritti alla nostra newsletter settimanale, allora saprete benissimo che il nome di Stefano Mancuso è piuttosto ricorrente nei discorsi che facciamo. Quindi figuratevi se non ci divoravamo in pochi giorno l’ultimo libro appena pubblicato dall’ormai celebre neurobiologo, che in questo piacevole saggio racconta alcune vicende solitamente conosciute da un punto di vista antropocentrico, spostando al centro le piante che le hanno rese possibili e che sono le vere protagoniste in ogni aspetto della vita su questo pianeta.

Niente è impossibile,
Cosimo Bimbi
(il Saggiatore)

Ancora scienza, ancora fisica, visto che anche Cosimo Bimbi la insegna all’università e in questo saggio – il cui sottotitolo «viaggiare nel tempo, attraversare i buchi neri e altre scoperte scientifiche» ci è sembrato troppo bello per non conquistarci seduta stante – ha raccolto gli aspetti più, viene da dire, assurdi, sebbene non lo siano affatto, della scienza o meglio, racconta come il concetto di “impossibile” sia particolarmente flessibile e in costante mutazione in questo ambito.