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Dischi belli usciti quest’anno, da recuperare15 min read

Il 2020 è un anno particolare anche per la musica. I concerti annullati o rinviati, l’incertezza sulle modalità di ripresa, voucher o non voucher, distanziamento sociale e insomma un grande caos al quale si sta cercando di dare delle risposte.
Per questo motivo, molti lavoratori del settore si sono riuniti nell’iniziativa La musica che gira, un coordinamento per far valere le proprie istanze e suggerire ai vertici governativi le misure tecniche necessarie per una ripresa che ci auguriamo avvenga il prima possibile.

Anche le uscite discografiche hanno subito delle modifiche e dei rinvii, soprattutto per quanto riguarda i grandi nomi italiani e internazionali. Per fortuna però c’è anche un grandissimo sottobosco di uscite minori che però sono passate in sordina, inghiottite dalla voragine che ha divorato il nostro tempo e le nostre abitudini. Anche solo per allenare la memoria e per avere tutto a portata di mano, abbiamo deciso di raccogliere in un lunga lista, un bel po’ di dischi belli che sono usciti finora, da recuperare durante l’estate, nel caso ve li foste persi.

Okay Kaya – Watch this liquid pour itself

Kaya Wilkins, norvegese nata in New Jersey, è una creatura meravigliosa come questo disco intimo, ironico e malinconico, fragilissimo indie-pop acustico.

Poliça – When we stay alive

Combinazione perfetta di sound synthpop tagliato con dosi massicce di inquietudine.

Sqürl – some music for robby Müller

Un omaggio al mitico direttore della fotografia, “poeta della luce”, Robby Müller. Un intenso viaggio introspettivo di riverberi e arpeggi, per anime solitarie e orizzonti pazzeschi.

beatrice dillon – workaround

Uno dei dischi più interessanti e godibili usciti quest’anno, elettronica tridimensionale e complessa, da cogliere in tutte le tante sfumature.

katie gately – loom

Mantra apotropaici e lessico famigliare, elettronica conturbante e poetica al tempo stesso.

niklas paschburg – svalbard

Il nuovo album del giovane prodigio della musica neo-classica nordeuropea per chi ha bisogno di una seduta anti-stress glaciale.

purr – like new

Indie pop preso benissimo come questa giovane coppia che calca il palco con lo spirito di una band liceale.

agnes obel – myopia

Agnes Obel non è più una sorpresa per chi la conosce. Questo disco conferma tutto il talento e lo spessore compositivo dell’artista danese.

sign libra – sea to sea

Nove sostanze diverse per ogni mare/traccia di questo album da nuotare dall’inizio alla fine, ovunque siate.

baseball gregg – calendar

So proud di questo duo italo-americano che ha sfornato un calendario di chicchette indie-pop e post punk super okay.

The men – mercy

Un po’ di folk e rock classico di matrice statunitense per giornate ruvide e tramonti infuocati.

u.s girls – heavy light

Forse è il disco più pop della carriera di Meghan Remy che però ha disseminato molte sorprese lungo la tracklist.

chassol – ludi

Chassol è un compositore talentuoso e atipico, un personaggio da approfondire assolutamente, questo album è un ottimo punto di partenza.

grimm grimm – ginormous

Che fai non ce lo metti un bel dischetto synth pop lo-fi di matrice giappo-londinese? Bellissimo.

pantha du prince – conference of trees

Elettronica ambient per paesaggi nebulosi e moderatamente vaporwave.

military genius – deep web

Roba che scotta. Questo disco può inceppare il cervello, spalancare finestre su cumuli di detriti urbani – smog, caos, fumo – e dare riparo in nicchie di pace dalla breve durata.

saroos – olu

Elettronica spaziale per safari intergalattici alla ricerca di nuove forme di vita extraterrestri.

wilma archer – a western circular

Disco collaborativo e dunque eterogeneo, ricco di passaggi altissimi: jazz, hip hop, folk, pop. Molto bene, molto, molto bene.

anna burch – if you’re dreaming

Pop rock alternativo, intramontabile, annoiato, garbatamente felice, senza troppe pretese. Di ottima compagnia per una birretta nel tardo pomeriggio di un giorno feriale.

onipa – we no be machine

Afro futurismo pregiatissimo, ascolto immancabile per gli appassionati del genere.

porridge radio – every bad

Shoegaze, dream pop e indie rock come si deve, fatto da una band molto sensibile alle questioni di genere e a tematiche LGBTQIA.