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10 film LGBTQ+ da vedere su MUBI9 min read

10 film LGBTQ+ da vedere su MUBI

Una selezione dei migliori film LGBTQ+ dal catalogo MUBI.

di Siamomine

Continua il nostro appuntamento mensile con la rubrica tematica dedicata ai migliori film da vedere nel catalogo MUBI. Se siete nuovi di questo appuntamento, vi segnaliamo anche le puntate precedenti, in cui abbiamo esplorato i film sul coming-of-age, i film sul viaggio e quelli che parlano di società.

Questo mese, in occasione del Pride Month, abbiamo selezionato alcune delle migliori pellicole su MUBI che parlano di tematiche LGBTQ+. Film che esplorano la storia del movimento e le lotte per i diritti di identità di genere e per la libertà sessuale, storie d’amore, di transizione, di icone gay e di movimenti underground: il tutto, come sempre, raccontato attraverso la cinepresa di registi e registe d’autore. Inoltre, se cliccate qui, potete accedere alla nostra promo per guardare 30 giorni di MUBI gratis!

Gay USA, Arthur J. Bressan Jr

(Stati Uniti, 1977)

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Gay USA è il documentario diretto dal regista Arthur J. Bressan Jr. che racconta l’atmosfera, i volti e le testimonianze del Pride del 1977 in America. Girato in un solo giorno da 25 cameramen in diverse città, il film è un prezioso documento in grado di restituire l’importanza storica del Pride e il suo impatto sulla società e sulla cultura americane dagli anni 70 a oggi.

Shiva Baby, Emma Seligman

(Stati Uniti, 2020)

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Shiva Baby è il coming-of-age firmato dall’esordiente Emma Seligman che racconta la storia di una giovane studentessa bisessuale di origini ebraiche che si confronta con le soffocanti pressioni della sua famiglia e, più in generale, della società in cui vive. A noi è piaciuto così tanto che ne abbiamo scritto anche in questo approfondimento, dove per di più trovate la promo per guardare MUBI gratis per 30 giorni.

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Call Me Marianna, Karolina Bielawska

(Polonia, 2015)

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Call Me Marianna (titolo originale Mòw Mi Marianna) è il film-documentario della regista Karolina Bielawska che segue la vita di una donna di 40 anni durante la sua transizione MTF. Dal complesso rapporto con la famiglia alle politiche polacche sul cambio di genere, fino a uno stato di salute che si fa sempre più precario: Call Me Marianna è un imperdibile film LGBTQ+ su MUBI che mostra con lucidità e profonda intimità la forza della protagonista nel continuare il suo percorso e l’importanza del sostegno delle persone che la amano per ciò che è davvero.

Lemebel, Joanna Reposi

(Cile, Colombia, 2019)

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Scrittore, artista visivo, antifascista e pioniere del movimento Queer in America Latina, Pedro Lemebel è stato un’icona indissolubile della lotta contro l’omofobia durante la dittatura di Pinochet nel 1980. Lemebel è il documentario che celebra la sua vita e il suo pensiero, restituendoci un vivido ritratto dei movimenti gay sudamericani e del ruolo dell’arte contemporanea nelle rivendicazioni per i diritti umani.

Born in Flames, Lizzie Borden

(Stati Uniti, 1983)

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Born in Flames è il film di distopia femminista della regista Lizzie Borden. Ambientato a New York, dieci anni dopo una rivoluzione che ha portato alla nascita di un governo socialista, la pellicola racconta le lotte di un gruppo di donne omosessuali e femministe per la conquista di diritti che – nonostante la rivoluzione – non sono ancora stati ottenuti, né per le donne né per le minoranze LGBTQ+ e proletarie. Il film spicca per la colonna sonora underground e per la sua capacità di mettere al centro del suo racconto distopico l’importanza delle lotte intersezionali per la conquista dei diritti di tutti e tutte.

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Il funerale delle rose, Toshio Matsumoto

(Giappone, 1969)

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Il funerale delle rose è il docudramma d’esordio del regista giapponese Toshio Matsumoto, una pellicola sperimentale dal sapore avanguardista che racconta l’ambiente underground del Giappone a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta. Si tratta di una pellicola particolarmente importante perché segna la prima rappresentazione cinematografica della cultura gay e transgender in Giappone.

One in a Thousand, Clarisa Navas

(Argentina, Germania, 2020)

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Ambientato in una comunità di un barrio popolare, One in a Thousand (titolo originale Las Mil y Una) racconta l’amicizia e il risveglio sessuale di un gruppo di giovani ragazzi argentini: i fratelli Darío e Ale e la protagonista, Iris, che impara a esplorare l’intimità e a combattere le sue insicurezze grazie a Renata, una giovane donna con un passato difficile. Una storia tenera, dove desiderio e curiosità cercano la propria espressione nel contesto complesso e talvolta ostile di un quartiere popolare.

The Orphan, Carolina Markowicz

(Brasile, 2018)

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The Orphan (O Órfão) è il cortometraggio della regista brasiliana Carolina Markowicz che ci porta nella vita di Jonathan, un giovane orfano dal carattere affettuoso e vivace che fatica a trovare supporto e accettazione nei confronti della sua identità sessuale da parte della famiglia adottiva. In soli 15 minuti, questo film racconta alla perfezione la sofferenza di chi, pur mostrandosi apertamente per ciò che è, continua a scontrarsi con le ipocrisie e i pregiudizi sistemici di una società conservatrice.

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Apocalypse After, Bertrand Mandico

(Francia, 2018)

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Romantico, onirico, fantascientifico: Apocalypse After è il cortometraggo fantasy della regista Bertrand Mandico che ci trasporta in una dimensione languida e surreale, dove due donne affrontano la fine della loro storia d’amore immerse in un’atmosfera a cavallo tra realtà e finzione, tra erotismo e spettacolarità.

A perfectly normal family, Malou Reymann
(Danimarca, 2020)

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Lo avevamo già inserito nella nostra lista dei 10 film sulla società da vedere su MUBI, ma non possiamo fare a meno di riproporvelo come imperdibile film LGBTQ+: A Perfectly Normal Family è l’esordio della regista Malou Reymann che racconta la storia della transizione MTF di Agnete, che da padre di famiglia in un contesto tradizionale si ritrova a dover instaurare un nuovo rapporto con la sua identità e una nuova intimità con le sue due figlie, soprattutto con la più piccola, Emma. Schietto e intelligente, il film mette in luce le difficoltà che l’ideale introiettato di famiglia tradizionale e sessualità binaria interpone tra gli affetti naturali di un nucleo di persone.


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